XXXIV Giornata Mondiale del Malato: la Diocesi di Mazara del Vallo e l’ordine dei medici di Trapani insieme nel segno della “compassione che cura”**

Si è svolta ieri pomeriggio, presso la Basilica Cattedrale di Mazara del Vallo, la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, promossa dalla Diocesi di Mazara del Vallo in occasione della memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, alla quale ha partecipato anche l'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Trapani tramite il Presidente dottor Filippo Mangiapane.

Al centro della giornata il messaggio del Santo Padre per il 2026, dal titolo *“La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”*, che richiama la parabola evangelica come modello di cura autenticamente umana.

Il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Trapani, **dott. Filippo Mangiapane**, nel suo intervento ha sottolineato come la parabola del Buon Samaritano rappresenti non solo un fondamento spirituale, ma anche un paradigma etico e deontologico per la professione medica.

«La compassione – ha evidenziato il dott. Mangiapane – non è un sentimento astratto, ma un’emozione che spinge all’azione e si realizza nella relazione di cura. Il medico è chiamato non soltanto a “curare” la patologia, ma a “prendersi cura” della persona, trasformando l’atto tecnico in gesto umano».

Il Presidente dell’OMCeO ha richiamato l’articolo 20 del Codice di Deontologia Medica, ricordando che “il tempo della comunicazione è tempo di cura”, ribadendo come, in un contesto segnato da burocrazia, carenze di organico e pressione organizzativa, il rischio sia quello di smarrire l’anima della professione. «La tecnica senza prossimità – ha affermato – è una medicina dimezzata».

Particolare attenzione è stata rivolta alla tutela del Servizio Sanitario Nazionale, definito come “traduzione laica” dei principi di universalità ed equità evocati dalla parabola evangelica. «La vulnerabilità del corpo sofferente annulla ogni barriera identitaria: il paziente non è un numero né un nemico, ma una persona. Difendere il SSN significa difendere il diritto universale alla salute, soprattutto per i più fragili».

Nel suo intervento il Presidente ha affrontato anche il tema dell’uso appropriato delle risorse e delle nuove tecnologie, come l’Intelligenza Artificiale, che può rappresentare un valido supporto nella riduzione degli errori diagnostici e nell’ottimizzazione dei percorsi di cura, purché rimanga uno strumento sotto la supervisione responsabile del medico. «L’IA deve essere un copilota, non il pilota automatico. L’atto medico – ha ribadito – deve mantenere una guida umana, capace di chinarsi sul ferito e farsi prossimo».

La giornata si è conclusa con l’auspicio condiviso che la dimensione “samaritana” continui a caratterizzare l’azione di tutti gli operatori sanitari: una medicina che, pur nella complessità del sistema e nei limiti delle risorse, non rinunci mai alla presenza, all’ascolto e alla dignità della persona.